GIACOMO LEOPARDI (Arnault): “Imitazione”

IMITAZIONE Lungi dal proprio ramo, povera foglia frale, dove vai tu? – Dal faggio là dov’io nacqui, mi divise il vento. Esso, tornando, a volo dal bosco alla campagna, dalla valle mi porta alla montagna. Seco perpetuamente vo pellegrina, e tutto l’altro ignoro. Vo dove ogni altra cosa, dove naturalmente va la foglia di rosa,… Read More GIACOMO LEOPARDI (Arnault): “Imitazione”

Giacomo Leopardi sulle rivalità del mondo letterario

24 novembre 1821 – Le donne, i grandi, e il pubblico (letterario, civile, politico etc.) si guadagnano, si maneggiano, si persuadono, si predominano, si vincono etc. colle stesse arti, mezzi, furfanterie, soverchierie etc. Le rivalità letterarie p. e. si esercitano nello stesso modo delle galanterie. Nella repubblica letteraria etc. come presso le donne, e come… Read More Giacomo Leopardi sulle rivalità del mondo letterario

“Due questioni forse letterarie”, di Dante Maffìa

Ci sono due questioni, in letteratura, che mi hanno sempre angustiato e spesso mortificato: quella che stabilisce chi sono i Maggiori e chi sono i Minori, e quella delle metodologie critiche. Ho avuto modo di approfondire e studiare con serietà gli scritti di Tommaso Campanella e quando mi sono trovato a leggere dei testi che… Read More “Due questioni forse letterarie”, di Dante Maffìa

“Vorrei che quel domani fosse oggi”, di Giuseppe Tacconelli, letto da Marco Onofrio

La poetica che mi sembra di poter intuire dal complesso degli elementi estetici incarnati in questo libro di Giuseppe Tacconelli (Vorrei che quel domani fosse oggi. Riflessi d’amore e vita, Roma, Enoteca Letteraria, 2017) si attaglia ad una definizione di poesia come slancio di trascendenza; uno slancio non astrattivo e incorporeo, ma concreto di esperienza… Read More “Vorrei che quel domani fosse oggi”, di Giuseppe Tacconelli, letto da Marco Onofrio

“Le campane di Roma”, di Orietta De Filippis – II

I romani riconoscono il suono delle loro campane perché ognuna di esse possiede una propria intonazione caratteristica, un proprio particolare rintocco. Primo fra tutti il “campanone”, la cui voce è austera e inconfondibile. E quando le sei campane di S. Pietro suonano tutte assieme, “è la voce stessa unanime della chiesa che parla”. Il “plenum”,… Read More “Le campane di Roma”, di Orietta De Filippis – II

“L’essere e l’ombra”, di Guido Zavanone, letto da Dante Maffìa

Guido Zavanone è uno dei maggiori poeti italiani. Lo dico con piena convinzione e non per amicizia, perché non ho mai incontrato il poeta, ma semplicemente perché ho letto i suoi libri, sempre ricchi di sfumature, sempre densi di problematiche che però fanno capolino delicatamente, senza mai intasare la limpidezza lirica del dettato, senza mai… Read More “L’essere e l’ombra”, di Guido Zavanone, letto da Dante Maffìa

“Lungo la strada”, di Luciano Luisi, letto da Marco Onofrio

La bellezza di questo libro (Lungo la strada, Lecce, Manni Editore, 2018, pp. 144, Euro 18) nasce, oltre che dalla limpidezza sorgiva dei versi, anche dalla felice dialettica tra poetica dell’incanto (quel che Pasolini ne La divina Mimesis definisce “pausa dopo una parola che può essere senza fine interrogata e pensata in silenzio”) e distensione narrativa:… Read More “Lungo la strada”, di Luciano Luisi, letto da Marco Onofrio

“La poesia è finita. Diamoci pace. A meno che…”, di Cesare Viviani, letto da Dante Maffìa

Sono sempre stato convinto che la grande poesia e la grande arte non siano figlie di improvvisazioni e soltanto di inclinazione e di dono nei poeti e nei pittori, non parliamo nei musicisti. Poeti si nasce, grandi si diventa: con l’esercizio, con l’applicazione costante, addirittura con l’ossessione del lavoro, con studi “matti e disperati”, con… Read More “La poesia è finita. Diamoci pace. A meno che…”, di Cesare Viviani, letto da Dante Maffìa

Libero de Libero al vetriolo su un “flop” di Ungaretti (1943)

29 gennaio 1943 Il nostro Ungaretti ha letto la prolusione al suo corso di storia letteraria che egli terrà quest’anno all’Università di Roma. Ungaretti è nominato professore di letteratura moderna e contemporanea. Erano le quattro, e la folla teneva l’aula destinata all’avvenimento: ministro (si grattava spesso con due dita l’occipite), accademici, professori, studenti, amici. Pallidissimo… Read More Libero de Libero al vetriolo su un “flop” di Ungaretti (1943)

“Gli scrittori che nessuno leggerà”, di Dante Maffìa

Ci sono scrittori che nessuno rileggerà mai. Anzi, che nessuno ha mai letto se non in dosi omeopatiche. La domanda è: come mai sono considerati grandi e vengono citati da tutti come maestri? Senza darlo a vedere, in modo confidenziale, ho fatto un’inchiesta personale tra critici letterari, narratori e poeti. Nessuno, dico nessuno, è andato al… Read More “Gli scrittori che nessuno leggerà”, di Dante Maffìa