RABINDRANATH TAGORE: “Nel finito, o infinito”

*Nel finito, o infinito, fai sentire la tua voce. La tua parola in meè tanto dolce.Con colore e fragranza, con musica e danza, invisibile, in un gioco di bellezzabalzi un cuore. Per questo in me la tua parolaè tanto dolce.  Nella tua e mia unioneliberi danzeremosulle onde dell’oceano. Nella tua luce non c’è ombra!questo io vedo,… Read More RABINDRANATH TAGORE: “Nel finito, o infinito”

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La poesia di Chiara Mutti, letta da Maria Teresa Armentano

Ho incontrato il mondo creativo della poetessa Chiara Mutti leggendo i versi del secondo e terzo dei suoi volumi poetici: Scatola nera (Fusibilia Edizioni), edito nel 2016, e Archeologie del cielo (Terra d’ulivi Edizioni), edito nel 2019. Per raccontare le sue inquietudini, i suoi silenzi, i pensieri celati nella “scatola nera” come enigmi e ricordi,… Read More La poesia di Chiara Mutti, letta da Maria Teresa Armentano

“Istruzioni per la luce”, di Luca Benassi, letto da Dante Maffìa

Vediamo subito che cosa è la luce per Luca Benassi: “… è scoppio, un interrotto brivido / che accende e dilania / e poi non è più / nell’occhio molle del temporale”. Una dichiarazione di poetica? Un avvertimento? Una considerazione? La presa di coscienza della dissolvenza del mondo che appare e poi fugge, ma restando… Read More “Istruzioni per la luce”, di Luca Benassi, letto da Dante Maffìa

“L’ultimo sorriso di Beatrice”, di Sabino Caronia, letto da Marco Onofrio

Ideale viatico per la lettura di questo bellissimo patchwork di “percorsi letterari da D’Annunzio ai contemporanei” (L’ultimo sorriso di Beatrice, EdiLet, 2020, pp. 272, Euro 17), scritti e raccolti da Sabino Caronia, potrebbe essere il «magistero di Leopardi, la sua parabola» che, come scrive Stefano Verdino, «consuma una disabitazione del mondo» realizzando «il suo senso drammatico della trasformazione,… Read More “L’ultimo sorriso di Beatrice”, di Sabino Caronia, letto da Marco Onofrio

Palmira De Angelis: “Luce”

LUCE La luce si scolorain tinte di pastello antichee ora non è più orama l’ora di chissà quando                                     ferma,vuota di tutto ciò che è vivo.Muti il cielo e le gronde,la strada e il marciapiede soli,china la statua sulle sue malinconie.Gli alberie iosoltanto  ammessiall’Eterno. Palmira De Angelis