Il canto della fanciulla

di Anila Dahriu

«Il canto della fanciulla è l’innocenza originaria che giura i suoi segreti all’eternità nel momento stesso in cui accetta di impegnarsi nella dura psicomachia dell’esperienza. È una battaglia di anime alla ricerca dell’amore vero come unico antidoto al male che avvelena il mondo. La poesia, di conseguenza, aspira a coincidere con l’opera sciamanica della curandera, proponendosi come canto di guarigione e rigenerazione; accettando dunque di sottoporsi a una prova estrema: o incenerirsi tra le spire degli inferi e tacere per sempre; o risorgere dal proprio dolore per fare nuovo il volto, e anzitutto il cuore, delle cose».

(dalla Prefazione di Marco Onofrio)

«Se fossimo in tempi non così malati di disinteresse e di qualunquismo questa poetessa diventerebbe immediatamente un caso di cui tutti si riempirebbero la bocca, di cui tutti parlerebbero. Ma adesso l’originalità e lo stare legittimamente fuori dal seminato non fa né scandalo, né curiosità. L’appiattimento ha reso tutti sullo stesso piano. Peccato, perché ci sarebbe tanto da discutere sulla valanga incandescente che la poetessa getta a piene mani in una sorta di forno gigantesco e non per farne poltiglia, ma per rigenerare la materia, farla diventare nuova luce».

(dall’Introduzione di Dante Maffìa)

Dati: 2022, pp. 64, brossura
Prezzo: 13 euro

Acquista in contrassegno o con bonifico, attraverso l’apposito form.

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