“Due questioni forse letterarie”, di Dante Maffìa

Ci sono due questioni, in letteratura, che mi hanno sempre angustiato e spesso mortificato: quella che stabilisce chi sono i Maggiori e chi sono i Minori, e quella delle metodologie critiche. Ho avuto modo di approfondire e studiare con serietà gli scritti di Tommaso Campanella e quando mi sono trovato a leggere dei testi che… Read More “Due questioni forse letterarie”, di Dante Maffìa

“La poesia è finita. Diamoci pace. A meno che…”, di Cesare Viviani, letto da Dante Maffìa

Sono sempre stato convinto che la grande poesia e la grande arte non siano figlie di improvvisazioni e soltanto di inclinazione e di dono nei poeti e nei pittori, non parliamo nei musicisti. Poeti si nasce, grandi si diventa: con l’esercizio, con l’applicazione costante, addirittura con l’ossessione del lavoro, con studi “matti e disperati”, con… Read More “La poesia è finita. Diamoci pace. A meno che…”, di Cesare Viviani, letto da Dante Maffìa

La poesia delle donne. La polemica di Dante Maffìa

Dopo le questioni sollevate e dibattute da Marco Onofrio nel saggio critico e antologico Il graffio della piuma. Poetesse italiane fuori dal coro (2017), anche il candidato al Nobel Dante Maffìa prende posizione – con un atto d’accusa preciso e contundente – sulle Mafie letterarie che inquinano la meritocrazia nella poesia italiana in genere, e femminile… Read More La poesia delle donne. La polemica di Dante Maffìa

Canzone e Poesia: una disastrosa equazione, di Dante Maffìa

Non ho mai capito l’ostinazione che alcuni sbandierano nel creare per forza un’equazione tra canzone e poesia. Sono due cose diversissime, due mondi che apparentemente sembrano sfiorarsi, ma che vanno per strade diverse ed hanno finalità diversissime. La canzone appartiene allo spettacolo, per sua natura intrattiene, è piacevole, spesso mette allegria e aggrega; la poesia è… Read More Canzone e Poesia: una disastrosa equazione, di Dante Maffìa

“Gli scrittori che nessuno leggerà”, di Dante Maffìa

Ci sono scrittori che nessuno rileggerà mai. Anzi, che nessuno ha mai letto se non in dosi omeopatiche. La domanda è: come mai sono considerati grandi e vengono citati da tutti come maestri? Senza darlo a vedere, in modo confidenziale, ho fatto un’inchiesta personale tra critici letterari, narratori e poeti. Nessuno, dico nessuno, è andato al… Read More “Gli scrittori che nessuno leggerà”, di Dante Maffìa

“Tutto e ogni singola cosa”, di Cristina Polli, letto da Marco Onofrio

Un personaggio de La Peste di Camus, di nome Grand, sta tentando di scrivere un romanzo e, per questo, combatte un estenuante “corpo a corpo” con la resistenza delle parole all’assoluto espressivo che egli, come ogni scrittore consapevole, tenta disperatamente e spesso inutilmente di conseguire. Quelle parole, e non altre, per dire esattamente, con precisione vivida… Read More “Tutto e ogni singola cosa”, di Cristina Polli, letto da Marco Onofrio

Raffaello Utzeri: la traduzione di “Tutti i sonetti” di W. Shakespeare, recensita da Fiorenzo Iuliano

La traduzione dei Sonetti di Shakespeare ha rappresentato una sfida che, a partire dalla prima versione italiana del 1890 (ad opera di Angelo Olivieri), è stata raccolta da numerosi studiosi e traduttori del nostro paese, tanto che edizioni tradotte, integrali o parziali, del canzoniere shakespeariano sono costantemente apparse in Italia. Tale ciclico interesse per i… Read More Raffaello Utzeri: la traduzione di “Tutti i sonetti” di W. Shakespeare, recensita da Fiorenzo Iuliano

Luigi D’Alessio: Lettere a Euridice – V

(Ll’evera ‘o gghianco ‘o vverde d’ ‘e llastre dint’ ô cammino d’ ‘o silenzio ‘ncopp’ ô muro e ‘na foglia appes’ ô specchio d’ ‘o cielo ma né ccielo né ccielo scustumato né scelle arapute a ‘nu penziero luntano ‘e te ma tu appujata ‘ncopp’ ô penziero ‘e ll’acqua ma ll’acqua cu ‘nu dito se… Read More Luigi D’Alessio: Lettere a Euridice – V

“Più lungo di un dolore”, di Luigi D’Alessio

PIÙ LUNGO DI UN DOLORE Poi ho pensato all’alleanza dell’uomo con le cose. La riconoscenza delle cose all’uomo quando conducono il tempo all’uomo. Come la saponetta diventata ostia sfugge al vecchio aggettivo. Come la visione di un osso sopravvissuto alla battigia delle seppie. Ti ricordi mi ricordo. Come la testa dell’albero al tramonto toccarti il… Read More “Più lungo di un dolore”, di Luigi D’Alessio