GIORGIO BÀRBERI SQUAROTTI: lettura critica de “La nonna”, dai “Canti di Castelvecchio” di Giovanni Pascoli

LA NONNA Tra tutti quei riccioli al vento, tra tutti quei biondi corimbi, sembrava, quel capo d’argento, dicesse col tremito, bimbi, sì . . . piccoli, sì . . . E i bimbi cercavano in festa, talora, con grido giulivo, le tremule mani e la testa che avevano solo di vivo quel povero sì. Sì,… Read More GIORGIO BÀRBERI SQUAROTTI: lettura critica de “La nonna”, dai “Canti di Castelvecchio” di Giovanni Pascoli

“In campo lungo”, di Sabino Caronia, letto da Marco Onofrio

“In campo lungo” (Schena Editore, 2019, pp. 144, Euro 15) è un romanzo meno intenso del precedente “La consolazione della sera”, ma appunto più disteso e aperto di scenari prospettici, e annodato di implicazioni e deduzioni tipiche del mondo di Sabino Caronia, del suo modo insieme narrativo e saggistico di intendere la scrittura. Qui lo… Read More “In campo lungo”, di Sabino Caronia, letto da Marco Onofrio

“Le campane di Roma”, di Orietta De Filippis – II

I romani riconoscono il suono delle loro campane perché ognuna di esse possiede una propria intonazione caratteristica, un proprio particolare rintocco. Primo fra tutti il “campanone”, la cui voce è austera e inconfondibile. E quando le sei campane di S. Pietro suonano tutte assieme, “è la voce stessa unanime della chiesa che parla”. Il “plenum”,… Read More “Le campane di Roma”, di Orietta De Filippis – II

GABRIELE D’ANNUNZIO: “L’onda”

L’ONDA Nella cala tranquilla scintilla, intesto di scaglia come l’antica lorica del catafratto, il Mare. Sembra trascolorare. S’argenta? s’oscura? A un tratto come colpo dismaglia l’arme, la forza del vento l’intacca. Non dura. Nasce l’onda fiacca, súbito s’ammorza. Il vento rinforza. Altra onda nasce, si perde, come agnello che pasce pel verde: un fiocco di… Read More GABRIELE D’ANNUNZIO: “L’onda”

GIULIO FERRONI: “Significato storico dell’opera di D’Annunzio”

Se si analizzano le ragioni del successo di D’Annunzio, straordinario e di lunga durata, risulta impossibile separare l’opera dal personaggio che l’ha prodotta, i testi scritti dai gesti e dalle pose spettacolari che li hanno accompagnati. Uomo dalle mille trasformazioni, dal mimetismo inesauribile, egli rivela una sostanziale indifferenza per l’autentica origine degli oggetti estetici e… Read More GIULIO FERRONI: “Significato storico dell’opera di D’Annunzio”

Marco Onofrio: Salvare il fotogramma nella luce. Il “Moro” di Sabino Caronia

  La rinuncia al migliore dei mondi, non è la rinuncia ad un mondo migliore. Edgar Morin I Sabino Caronia, lo dimostra ormai da molti libri, è scrittore e saggista della più bell’acqua. Il suo respiro naturale si gioca tra i due estremi complementari di una scrittura narrativa che tende al saggio, e di una… Read More Marco Onofrio: Salvare il fotogramma nella luce. Il “Moro” di Sabino Caronia

GABRIELE D’ANNUNZIO, tre strofe da “Maia” (1903)

  E tutte le membra, come la mano, erano carche di patimento mortale e s’accasciavano al suolo con ossature di piombo; o, risvegliate dal rombo della morte improvviso, balzavano nel terrore protese verso lo scampo, erette contra il periglio, contratte sotto la minaccia; e i muscoli nelle braccia le vertebre nelle schiene le costole nel… Read More GABRIELE D’ANNUNZIO, tre strofe da “Maia” (1903)