GIOVANNI GIUDICI: “Ciao, Sublime”

CIAO, SUBLIME Tu, cosa della cosa o Sublime. Al di là della fine e senza fine. Senza principio al di qua del principio. Sublime – esser per essere. Sublime – divenire. Crisma dell’imminenza. Sublime – stella fissa del durare. Superfluità della coscienza. Ciao, Sublime. Ciao, Sublime. Sublime che non si volta. Sublime che non si… Read More GIOVANNI GIUDICI: “Ciao, Sublime”

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“Echi”, di Gabriella Maggio, letto da Maria Teresa Armentano

Non mi smentisco nel mio girovagare tra i libri di poesia; inizio sempre dal titolo e dal suo perché, che ritrovo immancabilmente nel testo. La parola “echi” riporta alla mente il mito della ninfa Eco la cui voce si infrangeva contro le rocce delle gole montuose disperdendosi, senza superare le cime degli alberi del bosco… Read More “Echi”, di Gabriella Maggio, letto da Maria Teresa Armentano

“Ciò che sai amare”, di Antonella Radogna, letto da Dante Maffìa

Negli ultimi due o tre decenni la poesia scritta dalle donne è stata quella che ha innovato e ha saputo ancora tessere la profondità lirica e i semi di una realtà cesellata con alto senso civile. Si tratta di sette o otto poetesse, agguerrite anche culturalmente, che hanno saputo dare una svolta autentica al verso,… Read More “Ciò che sai amare”, di Antonella Radogna, letto da Dante Maffìa