Luigi D’Alessio: “Lettera a Paloma e Blanca”

LETTERA A PALOMA E BLANCA Essere io sedici anni, voi da un secolo li avete trascorsi. . . . Lo sapete. Al telefonare, mi piace scrivervi. E oggi senza distinzione del due, siete in me con parole tangibili. Conoscete la ragione romantica che attuo nello scrivere. È l’evocazione, perché domani con questa lettera i ricordi… Read More Luigi D’Alessio: “Lettera a Paloma e Blanca”

Dante Maffìa: “Circumnavigando attorno a un piatto di fagioli molto piccanti una notte d’autunno nel bosco del Pollino mentre spuntano funghi profumati e cadono foglie, o aghi? dagli alberi su cui forse c’è un nido perché un pigolio un lamento, un suono di voci, un’estasi di nuvole passeggere… avverte che presto pioverà e l’alba non avrà una bella faccia”

È il titolo della poesia? Sei impazzito? Che razza di scherzo è questo? Roba così non è accettata né dai lirici né dai difensori degli sperimentali, né dai raccoglitori di funghi, nemmeno dai forestali. Hai perduto il registro, cioè le palpebre delle farfalle, oppure un cesto di ragni dalle orecchie t’è entrato nel cervello? Oste,… Read More Dante Maffìa: “Circumnavigando attorno a un piatto di fagioli molto piccanti una notte d’autunno nel bosco del Pollino mentre spuntano funghi profumati e cadono foglie, o aghi? dagli alberi su cui forse c’è un nido perché un pigolio un lamento, un suono di voci, un’estasi di nuvole passeggere… avverte che presto pioverà e l’alba non avrà una bella faccia”

A 50 anni dalla morte: Giuseppe Ungaretti e Roma, tra memoria e innocenza, di Marco Onofrio

Ungaretti e Roma: un incontro problematico ma determinante, senza il quale la sua poesia non sarebbe la stessa. Senza Roma, senza gli anni trascorsi a Roma, senza il contatto con le realtà multiple di Roma – essenza metastorica e vita quotidiana -, ebbene, ci domandiamo: avrebbe mai scritto Sentimento del Tempo o Il Dolore, o… Read More A 50 anni dalla morte: Giuseppe Ungaretti e Roma, tra memoria e innocenza, di Marco Onofrio

EUGENIO MONTALE: “La danzatrice stanca” (1969)

LA DANZATRICE STANCA Torna a fiorir la rosa che pur dianzi languia… Dianzi? Vuol dire dapprima, poco fa. E quando mai può dirsi per stagioni che s’incastrano l’una nell’altra, amorfe? Ma si parla della rifioritura d’una convalescente, di una guancia meno pallente ove non sia muffito l’aggettivo, del più vivido accendersi dell’occhio, anzi del guardo.… Read More EUGENIO MONTALE: “La danzatrice stanca” (1969)