Mario Soldati e i “ritorni” a Roma, di Marco Onofrio

L’esperienza romana di Mario Soldati comincia nel 1931, allorché lo scrittore torinese – uno dei massimi narratori italiani del ‘900 – viene assunto alla Cines e comincia a lavorare come terzo assistente di Mario Camerini, con la modesta mansione iniziale di battere il ciak e di contare, ogni sera, i metri di pellicola e i… Read More Mario Soldati e i “ritorni” a Roma, di Marco Onofrio

Giuseppe Vetromile: “Il lato basso del quadrato” (La Vita Felice, 2017). Nota critica di Rita Pacilio

Qual è il migliore punto di osservazione delle cose? Dove si pone il poeta quando va alla ricerca dell’essenzialità, della verità? Giuseppe Vetromile ne Il lato basso del quadrato (La Vita Felice, 2017), pratica e propone una posizione di partenza e arrivo: congedarsi dalla formalità e collocarsi nel punto più basso del corpo/mondo in continuo movimento… Read More Giuseppe Vetromile: “Il lato basso del quadrato” (La Vita Felice, 2017). Nota critica di Rita Pacilio

“L’enigma di Pitagora e altre storie” (Altrimedia Edizioni, 2017), di Filippo Radogna, letto da Dante Maffìa

Sono sempre affascinato dai racconti, la loro misura, il loro ritmo, la sintesi perfetta: come dicevano Cecov e Gogol e come ha poi spesso ribadito Piero Chiara, sono il modo migliore per offrire pagine indimenticabili che restano nell’immaginario e spesso germinano modelli esistenziali. Filippo Radogna, anche se non ostenta la propria cultura, come osserva Altomare… Read More “L’enigma di Pitagora e altre storie” (Altrimedia Edizioni, 2017), di Filippo Radogna, letto da Dante Maffìa

“Il Rebus dell’Arcangelo”, di Vittorio Maria de Bonis, letto da Marco Onofrio

Vittorio Maria de Bonis si è laureato in Lettere con una tesi su Il nome della rosa, e forse ha appreso dallo studio di Umberto Eco l’arte non solo della narrazione, ma della felice armonizzazione tra qualità letteraria e fruibilità del romanzo. In Italia abbiamo sempre lamentato questa dicotomia: se un libro è di alta… Read More “Il Rebus dell’Arcangelo”, di Vittorio Maria de Bonis, letto da Marco Onofrio

“Il turbamento e la vergogna”, di Luigi D’Alessio

Una invocazione a chi nemmeno lei sa. Tanto forte il turbamento. L’Angelo la guarda. Dopo l’Annuncio sarebbe dovuto andarsene. Come i latori senza colpa si sente in colpa. Non per l’imbasciata in sé, arrecata a una sconosciuta, ma per l’effetto di quel telegramma parlato. Eppure qualcuno è lì. Vede osserva e sa. Conosce già di… Read More “Il turbamento e la vergogna”, di Luigi D’Alessio

ALBERT CAMUS (da “La Peste”, 1947): l’evoluzione del morbo, tra vertigine e ragione

Bisognava attenersi a quel che si sapeva, lo stupore e la prostrazione, gli occhi rossi, la bocca cattiva, i mali di testa, i bubboni, la terribile sete, il delirio, le macchie sul corpo, l’irrigidimento interno, e dopo tutto questo… Dopo tutto questo, una frase tornava in mente al dottor Rieux, una frase che appunto terminava,… Read More ALBERT CAMUS (da “La Peste”, 1947): l’evoluzione del morbo, tra vertigine e ragione