GABRIELE D’ANNUNZIO, tre strofe da “Maia” (1903)

  E tutte le membra, come la mano, erano carche di patimento mortale e s’accasciavano al suolo con ossature di piombo; o, risvegliate dal rombo della morte improvviso, balzavano nel terrore protese verso lo scampo, erette contra il periglio, contratte sotto la minaccia; e i muscoli nelle braccia le vertebre nelle schiene le costole nel… Read More GABRIELE D’ANNUNZIO, tre strofe da “Maia” (1903)

Il meraviglioso racconto dantesco: PURGATORIO, di Giorgio Carpaneto

Usciti i poeti dall’Inferno, si trovano sul far dell’alba sulla spiaggia dell’isola del Purgatorio, che s’innalza in forma di montagna, a mo’ di cono tronco nella cima. La sua origine si ricollega alla caduta di Lucifero. La terra, che sorgeva nell’emisfero australe, si ritrasse nel mare per orrore ed emerse nel nostro emisfero. La parte… Read More Il meraviglioso racconto dantesco: PURGATORIO, di Giorgio Carpaneto

La A. S. Roma di Testaccio, di Alberto Arcioni

I romani della generazione precedente l’ultimo conflitto mondiale, non lo chiamavano stadio o campo di calcio, ma solamente Testaccio e la squadra di calcio della A.S. Roma che vi giocò dal 1929 al 1940, per un totale di 161 incontri, era definita la Roma di Testaccio. La squadra di calcio veniva identificata con il quartiere… Read More La A. S. Roma di Testaccio, di Alberto Arcioni

Antonio Sanna: “L’anima non s’accorge di cantare”

L’ANIMA NON S’ACCORGE DI CANTARE L’anima non s’accorge di cantare quando soffiano lame su ferite antiche e nuove per un eterno inverno dove tutto cade come foglia dalla pianta e dal cielo la sera e dal cuore l’amore e dalla gola la viola e la chitarra… l’anima allora non s’accorge di cantare. Solo il pantano… Read More Antonio Sanna: “L’anima non s’accorge di cantare”

“Multiverso. Di quel colore che soccorre, a volte”, di Carlo Di Legge. Nota critica di Rita Pacilio

L’occhio della poesia È necessario avere più occhi per leggere la poesia. Avere la vista lunga per convertire la parola in immagine dilagata sulla realtà. Bisogna risvegliare l’evocazione, le molteplici sfere sensoriali per identificare tutti gli aspetti e le innumerevoli metafore che si materializzano nelle modulazioni visive dell’istante. Quindi, si innesca un processo di esaltazione… Read More “Multiverso. Di quel colore che soccorre, a volte”, di Carlo Di Legge. Nota critica di Rita Pacilio

IN HOC SIGNO VINCES: Costantino e Massenzio a Ponte Milvio (312 d. C.), di Gianni Fazzini e Caterina Lucarelli

La sera, o il pomeriggio, del 27 ottobre 312 – giorno precedente lo scontro decisivo – le cronache ci dicono che a Costantino apparve un segno divino: un resoconto di fonte cristiana ad opera di Lattanzio, scritto verso il 318, riferisce che si trattava del “chirò”, un simbolo formato dalla sovrapposizione delle lettere greche chi… Read More IN HOC SIGNO VINCES: Costantino e Massenzio a Ponte Milvio (312 d. C.), di Gianni Fazzini e Caterina Lucarelli