Sherazade

Direttore di collana: ROBERTO PALLOCCA

Genere: narrativa

Colore: bianco perlato

SherazadeE all’improvviso ti ritrovi in un libro.

Pagine come braccia, righe come dita, parole come polpastrelli. Ti immergi in acque chete che celano immani movimenti. Ti concedi a quell’abbraccio, indifeso come un neonato. Navighi verso luoghi che non sai ma esistono, verso sorrisi che ti aspettano per esplodere sul viso, verso storie ancora da raccontare e verso emozioni che attendono te per essere provate.

E all’improvviso ti rifugi in un libro.
Era lì, su quella mensola da tanto tempo, disperso tra gli altri, in una marmellata di parole. Adesso è qui, sul comodino, e sarà nella borsa del lavoro, nello zaino dell’università, in quello di scuola, e sarà con te, fino alla fine, fino a che non lo chiuderai e guarderai nel vuoto, rivivendo tutti i suoi passi salienti. Intuendo, adesso sì, il grande disegno della trama, il messaggio profondo della storia, la malinconica generosità, il candido stupore.
Poi la vita, che è un libro un po’ più grande, di cui forse sopporti dettagli inutili.
E all’improvviso ti consoli in un libro. Un altro. E all’improvviso ti riversi in un libro. Ancora. E lo vedi lì tra gli altri in libreria, o dimenticato sul bancone di una bancarella dell’usato, lo prendi e lo porti con te. Lo adotti.
E poi ti succede che i libri che hai letto ti sembrano tutte parentesi, tra le quali scorre la vita. Parentesi collegate, tra loro e con la vita stessa, da uno di quei fili che tengono insieme senza trattenere. E poi un libro con cui sorridere, un libro con cui piangere, un altro per viaggiare, uno per scegliere, uno per capire. Libri per esistere.
Perché Sherazade?
Perché, com’è noto, è il nome della bella moglie del re persiano Shahriyar che, tradito da una delle sue spose, decide di ucciderle sistematicamente al termine della prima notte di nozze. La bella Sherazade escogita un trucco per salvarsi: ogni sera racconta al re una storia, rimandando il finale al giorno dopo. Va avanti così per mille e una notte; e alla fine il re, innamoratosi, le rende salva la vita.
Come Sherazade, in questa collana si narrerà di tutto ciò che tacere è impossibile, perchè tacere è sinonimo di morire, certe volte, e perchè scrivere è innanzitutto dare a certe sensazioni e a certe emozioni la possibilità di sopravvivere al tempo. Come le storie di Sherazade ci sarà ogni cosa e niente, ci sarà paura, perchè la paura c’è sempre quando si inizia una strada sterrata, ci sarà divertimento, ci sarà passione, ci sarà anche un pizzico di soddisfazione e senz’altro la malinconia delle cose belle, che passano e lasciano ricordi.
Davanti c’è un orizzonte, che in fondo non significa nulla, perchè l’orizzonte esiste ma non si raggiunge e forse è meglio così. Se riusciremo a impedire a certe storie di restare dove restano le storie che si dimenticano e a certi ricordi di non sbiadire in fretta, l’intento sarà raggiunto. L’orizzonte irraggiungibile diventerà ogni giorno un passo più vicino.
E alla fine ci si innamorerà pure, magari. E si avrà salva la vita.
 
R. P.
Testi inclusi nella collana Sherazade (ordine alfabetico):
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