Luigi D’Alessio: “È Anna Magnani”

MAGNANI

Nel ’48 le labbra, le pupille, il caratteristico
circolo delle sirene, ombroso sotto gli occhi,
le dà quell’allure di feroce tenerezza,
il viso intero una fierezza, l’uccello da selva,
è al culmine della femminilità.

Un apice, per lei orizzontale,
di tale sensualità che Yousuf Karsh,
maestro della fotografia psicologica,
capace di riconoscere l’umanità del Soggetto,
e attingere in essa lasciando indenne l’indole,
il carattere, e la caratteristica stessa
del Soggetto in sé, le chiede di fotografarla.

È Anna Magnani.

Allora in amore con Rossellini.
Di sicuro è amore, se anni prima aveva
affermato, Ho iniziato a recitare
perché affetta da infelicità.

L’amore sopravvive alla guerra storica;
le graffiate sanguigne dei due, lo rafforzano:
in Roma città aperta, Rossellini non può fare
a meno di lei. E lo sa. Ha in sé la scena maestra
del cinema mondiale, non prevista dal copione:
lei insegue il carro, gli occhi di Giuditta distolti da Oloferne,
tende la bocca come braccia, cade, smaglia le calze,
entra nel dramma e insieme tragedia di un’opera
d’arte berniniana. Ecco.

È accaduto ciò che non sottostava al copione:
lo ha deciso lei. Nel ’45.
Prima che Yousuf Karsh evolva la sua fotografia
nel chiederle di riprenderla. E la fotografa,
appunto del 1948, tra una ripresa e l’altra,
in cui è donna, albero, foglia,
ne La voce umana, di Cocteau. Girato da Rossellini.

Quando il caso è Caso.

Chi dice che tutto accade senza il Caso
è un imbecillendo, afferma Gustav Jung.
Il caso vuole che nello stesso mese del ’48
la Casa di produzione di Rossellini vada a fuoco.
Nei cassetti di qualche mobile si salvano
alcune cose tra cui una lettera indirizzata
al Signor Roberto Rossellini: francobollo USA.
Gliela consegnano. Rossellini la legge il 7 maggio:

Aprile 1948.
Caro Signor Rossellini, ho visto i suoi film
Roma città aperta e Paisà, e li ho apprezzati moltissimo.
Se ha bisogno di un’attrice svedese
che parla inglese molto bene,
che non ha dimenticato il suo tedesco,
non si fa quasi capire in francese,
e in italiano sa dire solo ‘ti amo’,
sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei.
Ingrid Bergman

Il Signor Rossellini non si turbò.

Qualcuno sceneggiò l’apertura della lettera
con un Ao’ a questa m’ ‘a porto a letto in un giorno.

Le rispose dalla flemma Roma
dopo mesi con un telegramma.
L’incontro sarà a Hollywood per parlare di un film.
Sono ospiti a cena di un amico comune, e trac!
Lui entrando in cucina, lei uscendo dalla cucina,
il vano stretto, l’istante, lo sguardo. Si innamorano.
Lei verrà a Roma.
Lui andrà a prenderla a Ciampino.

Non è smarrito, non è confuso, sa.
Gli innamorati sanno.
Ma c’è Anna.
Roberto si confida con la sua grande amica
Suso Cecchi D’Amico.

Anna Magnani,
morsa dalla vipera della gelosia chiede a Suso
quale strada abbia fatto per Ciampino:

Al ritorno ha fatto l’Appia Nuova, quella veloce,
oppure l’Appia Antica, quella che passa davanti
alla tomba di Cecilia Metella?

Suso sa tutto. Tergiversa.
Conosce la pasionaria che ha davanti,
e conosce la passione come donna e sceneggiatrice
che mette la passione nei personaggi del grande cinema italiano.

La pasionaria caliente incalza con la dolente domanda.

E rispondimi!
A Su’ me devi da risponne!

Pare abbia fatto l’Appia Antica.

Allora vuol dire che s’è proprio innamorato.

Luigi D’Alessio

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