Luigi D’Alessio: Horowitz, Moreau e l’«istante del crocevia»

Il suono del campanello, in sincronia con l’apertura della porta, è per Monsieur Moreau la sindrome di Pavlov: si alzò con la mano tesa, Bien en arrière Monsieur Horowitz, Je suis toujours honoré par votre présence. E non mancava mai un, Monsieur Horowitz votre présence me rend heureux aujourd’hui. Bonjour Monsieur Moreau, seguito da altrettanta… Read More Luigi D’Alessio: Horowitz, Moreau e l’«istante del crocevia»

I “bari” di Caravaggio e il gioco delle carte a Roma, di Grazia Merelli

Il quadro raffigurante i Bari, conservato presso il Kimbell Art Museum di Forth Worth (Texas), è uno dei più celebri dipinti di Caravaggio. Esso fu realizzato dall’artista, insieme al suo pendant la Buona Ventura, intorno al 1595 per il Cardinal Del Monte. Nella tela, come noto, è raffigurato un baro, ossia il giovane di spalle… Read More I “bari” di Caravaggio e il gioco delle carte a Roma, di Grazia Merelli

Il 7 – Marco Settembre: “Traslazioni sospese di anomalie familiari”. Interpretazione letteraria del quadro di Yves Tanguy “Mamma, papà è ferito”

“Luigino, piccolo caro, sta’ tranquillo: se ti dico di toglierti quel bavaglino della malora, ciò non ha nulla a che fare con l’esplosione della credenza”. “Non uscire fuori tema, mammina, mi metti paura”. “Lo so, animaletto di mamma, ma devi crescere”. In quella disadorna distesa di un’apparente livida liquidità non era facile trovare un paradigma… Read More Il 7 – Marco Settembre: “Traslazioni sospese di anomalie familiari”. Interpretazione letteraria del quadro di Yves Tanguy “Mamma, papà è ferito”

“Il turbamento e la vergogna”, di Luigi D’Alessio

Una invocazione a chi nemmeno lei sa. Tanto forte il turbamento. L’Angelo la guarda. Dopo l’Annuncio sarebbe dovuto andarsene. Come i latori senza colpa si sente in colpa. Non per l’imbasciata in sé, arrecata a una sconosciuta, ma per l’effetto di quel telegramma parlato. Eppure qualcuno è lì. Vede osserva e sa. Conosce già di… Read More “Il turbamento e la vergogna”, di Luigi D’Alessio

“Si chiamava Vincent”, di Luigi D’Alessio

Si chiamava Vincent. L’altro è Paul. Il fratello del primo, Theo. L’altro emigra. Lui resta. Il fratello resta. Quando uno va dall’altra parte del mondo, va dall’altra parte del tempo. E se va dall’altra parte del tempo emigra distante dall’inconscio. Vincent, resta. Dalla parte dell’inconscio dove possiede un campo di girasoli. È un artista e… Read More “Si chiamava Vincent”, di Luigi D’Alessio

Giovanni Segantini e la Grande Madre, di Franz Baumer

Alle soglie della rivoluzione tecnologica del ‘900 è soprattutto Giovanni Segantini (1858-1899) l’artista che col simbolismo del primo stile floreale – di cui fu uno dei fondatori assieme a Hodler e a Klimt – tenta di conferire ai sogni della psiche una riserva di paradisi da lungo tempo perduti. Egli struttura il suo sogno di… Read More Giovanni Segantini e la Grande Madre, di Franz Baumer

“Tra Tevere e Senna. Per arte con amore” di Luigi Reina, letto da Dante Maffìa

Perentoria e immediata mi è affiorata un’affermazione di Oscar Wilde leggendo questo romanzo di Luigi Reina (Tra Tevere e Senna. Per arte con amore, Aracne, 2017, pp. 208, Euro 12): “Non esistono libri belli o libri brutti, esistono libri scritti bene o scritti male”. E lo dico perché di solito i professori universitari, i titolari… Read More “Tra Tevere e Senna. Per arte con amore” di Luigi Reina, letto da Dante Maffìa

Poesia, musica, pittura e… il silenzio, di Luigi D’Alessio

Il silenzio non esiste. Lo capii quando entrai per la prima volta nella camera anecoica dell’Università di Harvard, dove solo lì è possibile ascoltare il silenzio. Però udii due suoni, uno alto e uno basso. Così domandai al tecnico perché se la stanza era tanto a prova di suono avevo udito due suoni. Mi rispose… Read More Poesia, musica, pittura e… il silenzio, di Luigi D’Alessio