Pier Paolo Pasolini e Roma – II, di Marco Onofrio

Dal 1951 al ’54 Pasolini insegna a Ciampino, presso la scuola media parificata “Francesco Petrarca” messa su da Anna e Gennaro Bolotta. Ventisettemila lire al mese lo stipendio. Può così liberare la madre dal servizio presso i Pediconi e affittare una casa a via Tagliere 3, zona Ponte Mammolo-Rebibbia. Li raggiunge a Roma il padre,… Read More Pier Paolo Pasolini e Roma – II, di Marco Onofrio

Canzone e Poesia: una disastrosa equazione, di Dante Maffìa

Non ho mai capito l’ostinazione che alcuni sbandierano nel creare per forza un’equazione tra canzone e poesia. Sono due cose diversissime, due mondi che apparentemente sembrano sfiorarsi, ma che vanno per strade diverse ed hanno finalità diversissime. La canzone appartiene allo spettacolo, per sua natura intrattiene, è piacevole, spesso mette allegria e aggrega; la poesia è… Read More Canzone e Poesia: una disastrosa equazione, di Dante Maffìa

“Disperatamente Italia”, di Marco Onofrio

“ché l’antiquo valore ne gli italici cor’ non è anchor morto”. F. Petrarca, Canzone All’Italia Eccoci a te, antica Italia nostra. Come stai? perduto amore delle genti dolenti noi vediamo te umiliata ostaggio dei mercati generali dove le bande dei sequestratori massoni, cardinali, faccendieri e giornalisti manutengoli a servizio brigano nell’ombra dei poteri per manovrare… Read More “Disperatamente Italia”, di Marco Onofrio

“La felicità come antichità del presente”, di Nicola Gardini

C’è una poesia di Pascoli, “La felicità”, contenuta nei Primi poemetti, in cui la felicità è un ideale irraggiungibile. Chi la cerca è come un cavaliere errante, uno di quelli che, nel poema di Ariosto, inseguono Angelica. La perde appena crede di averla trovata. E la ritrova nel momento stesso in cui se ne sente… Read More “La felicità come antichità del presente”, di Nicola Gardini

“Matera e una donna”, di Dante Maffìa, letto da Antonio Iacopetta

Un fiume che travolge, una tempesta paurosa e incontenibile, il vento a centottanta chilometri, cannonate che arrivano violente nel cuore e scardinano qualsiasi coordinata di lettura. L’unica cosa è lasciarsi andare, abbandonarsi totalmente, farsi cullare dagli scossoni, mitigare i lampi, addolcire i tuoni, entrare nel vivo dello tsunami e assecondarne i capricci, le contorsioni, gli… Read More “Matera e una donna”, di Dante Maffìa, letto da Antonio Iacopetta

FRANCESCO PETRARCA: “Solo et pensoso…” (Sonetto XXXV del “Canzoniere”)

Solo et pensoso i piú deserti campi vo mesurando a passi tardi et lenti, et gli occhi porto per fuggire intenti ove vestigio human l’arena stampi. Altro schermo non trovo che mi scampi dal manifesto accorger de le genti, perché negli atti d’alegrezza spenti di fuor si legge com’io dentro avampi: sì ch’io mi credo… Read More FRANCESCO PETRARCA: “Solo et pensoso…” (Sonetto XXXV del “Canzoniere”)

EUGENIO GARIN: Petrarca, padre dell’Umanesimo

«Francesco Petrarca fu il primo il quale ebbe tanta grazia d’ingegno, che riconobbe e rivocò in luce l’antica leggiadria dello stilo perduto e spento». Così Leonardo Bruni nella sua vita del Petrarca, che è del 1436, consacrando quello che fu, tra gli umanisti, diffuso giudizio: essere stata l’opera di Messer Francesco l’aurora del nuovo giorno… Read More EUGENIO GARIN: Petrarca, padre dell’Umanesimo

FRANCESCO PETRARCA: la mattina dell’uomo solitario (da “De vita solitaria”)

Si alza l’uomo solitario e tranquillo, sereno, ristorato da un conveniente riposo, dopo aver non interrotto ma terminato il suo breve sonno, e destato talvolta dal canto del notturno usignolo. Appena sceso dolcemente dal letto e scosso il torpore, incomincia a cantare nelle ore di riposo, e prega il portiere delle sue labbra [Dio] di… Read More FRANCESCO PETRARCA: la mattina dell’uomo solitario (da “De vita solitaria”)