Edo Ronchi: “Le sfide della transizione ecologica”. Nota critica di Dante Maffìa

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La sensazione più forte, più contundente che mi ha lasciato la lettura di questo libro di Edo Ronchi (Le sfide della transizione ecologica, Milano, Piemme, 2021, pp. 304, Euro 18,90) è una sorta di angoscia liquida che continua a espandersi nella mia anima e nel mio cervello messi dinanzi a problemi vasti, non facili da gestire, affidati agli interessi di genti diverse, in luoghi diversi, ma tutti con il medesimo cumulo di resilienza, termine molto caro a Edo Ronchi, che però prima o poi sfocerà in una inafferrabile situazione di sconcertante caos se non si provvederà alla, ormai inderogabile, transizione ecologica. Che è una sfida. E che sfida! Perché gli interessi sono contrastanti, le esigenze diverse tra Stato e Stato, e non mancano, come l’autore afferma senza mezzi termini, gli stupidi e gli increduli.

Edo Ronchi non s’inventa nulla. Chi avrà la pazienza di seguire pagina dopo pagina questo libro si potrà rendere conto che non possiamo più aspettare, non perché Ronchi o un qualche fomentatore lo dice, ma perché obiettivamente il mondo non può più proseguire la sua corsa secondo i canoni finora adottati. Dati alla mano, raccolti con pazienza certosina, con una capacità di compendio direi strabiliante, perché non si tratta di statistiche isolate o di risultati casuali, ma di un percorso con un suo sviluppo, che preclude alle analisi da cui non si può sfuggire. Il tutto detto con semplicità e linearità, in modo che le argomentazioni non diventino astrazioni o ipotesi, pretesti politici o furbizie aziendali, ma affermazioni di ciò che realmente è accaduto e sta accadendo.

Un libro come questo dovrebbe essere fatto leggere agli studenti sia delle scuole inferiori e sia di quelle superiori per prepararli a “Le sfide della transizione ecologica” per tempo, per abituarli a prendere atto della condizione pericolosa in cui siamo venuti a trovarci, per creare una coscienza del problema che non deve spaventare, come è accaduto a me, ma dare elementi probanti e necessari che possano e devono redigere un nuovo assetto del mondo.

Non nascondo che nel prendere tra le mani il testo ho avuto qualche perplessità, ho pensato: le solite manfrine sempre vestite di politica e sottilmente furbesche… invece mi sono trovato dentro pagine pregne di vita, di una eticità che non è ingombrante e anzi invoglia a vederci chiaro. Perché le sfide di cui Edo Ronchi parla non sono un invito alla fantascienza, ma un invito a difendere la nostra dignità di uomini, il futuro dei nostri figli.



Dante Maffìa

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