“Il Vittoriano” a Roma, di Antonietta Amicarelli Scalisi

vittoriano cop

Fra tutti i monumenti romani uno dei più spettacolari è senza dubbio il Vittoriano, cioè il monumento eretto a Piazza Venezia per onorare la memoria del primo Re d’Italia Vittorio Emanuele II, Padre della Patria. Riassumo qui per sommi capi la storia del monumento.

Il 9 gennaio 1878 moriva a Roma il Re Vittorio Emanuele II; già nella seduta del successivo 10 gennaio il Consiglio Comunale di Roma proponeva di erigere un monumento al Re Galantuomo con il contributo dello Stato e di tutto il popolo. La proposta venne tramutata in legge il 25 luglio 1880, dopo essere passata al vaglio della Camera e del Senato. Dopo due concorsi, il 24 giugno 1884 venne dichiarato vincitore il progetto dell’architetto Giuseppe Sacconi (1854-1905). La prima pietra venne posata dal Re Umberto I il 22 marzo 1885. Il 28 aprile 1885 venne bandito il concorso per la statua equestre del Re Vittorio Emanuele II; il concorso fu vinto dallo scultore friulano Enrico Chiaradia (1851-1901). Dopo la morte di Chiaradia il gruppo equestre fu leggermente ritoccato da Emanuele Gallori, l’autore del monumento a Garibaldi sul Gianicolo (1846-1924), e fu posto in opera il 15 gennaio 1910. L’inaugurazione del monumento, che venne intitolato “il Vittoriano”, avvenne domenica 4 giugno 1911, festa dello Statuto. Con legge dell’11 agosto 1921 fu decisa la tumulazione di un soldato ignoto, caduto nella guerra 1915-1918, nel Vittoriano, alla base della statua della Dea Roma, per cui il monumento è divenuto l’Altare della Patria; la tumulazione avvenne in forma solenne il 22 maggio 1924.

Oltre alla statua equestre del Re Vittorio Emanuele II, molte sono le sculture che ornano il Vittoriano. All’ingresso del monumento su Piazza Venezia vi sono due gruppi allegorici, che rappresentano “il Pensiero” (scultore Giulio Monteverde) e “l’Azione” (scultore Francesco Jerace); quindi sul primo ripiano vi sono altri quattro gruppi allegorici: “la Forza” (scultore Augusto Rivalta), “la Concordia” (scultore Ludovico Pogliaghi), “il Sacrificio” (scultore Leonardo Bistolfi), “il Diritto” (scultore Ettore Ximenes). Sotto la statua equestre vi è l’Altare della Patria con la statua della Dea Roma, che ha ai suoi fianchi due bassorilievi, rappresentanti il lavoro e l’amor di Patria (scultore Antonio Zanelli). Alla base della statua equestre sono rappresentate 14 città d’Italia che nel passato furono capitali di uno Stato. In alto, sopra il colonnato monumentale, sono rappresentate le 16 regioni dell’Italia di allora. Sulla sommità del monumento due imponenti quadrighe, guidate da Vittorie alate, completano la scena: quella di sinistra è dello scultore Carlo Fontana, quella di destra è dello scultore Paolo Bartolini. Alla base del monumento sulla Piazza sono rappresentati i due mari che bagnano la penisola italiana: a sinistra, cioè verso Est, l’Adriatico (scultore Emilio Quadrelli), e a destra, cioè verso Ovest, il Tirreno (scultore Pietro Canonica).

                                                                                                                                                 Antonietta Amicarelli Scalisi

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