ALFONSO GATTO: “Sera di Napoli”

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Ivan Ajvazovskij: “Il golfo di Napoli” (1841)

SERA DI NAPOLI

La canzone dei poveri s’accende
dopo la sera con un lume solo.
E la vecchia città murata al cielo
nella rotonda cupola dell’erba
rispecchia nel suo freddo stacco il giorno
sbiadito dei garofani.
Dispera
in un’allegra povertà la voce
sciupata d’una femmina, il fanciullo
che corre sulle case: alle ringhiere
tese nei fili ancor si spoglia il bianco
riverbero dei muri e tocca il capo
fatto già d’ombra a una donna uscita
al suo balcone d’aria con la mano
dolcissima sul petto.
Basta il vento
l’ultimo vento della sera ai lumi
che tornano dal mondo, a quell’odore
sbiadito di garofano se il cuore
trema ogni volta d’apparire al canto
triste che cerca la felicità.

Alfonso Gatto

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