Fabio Pusterla: “Congedo”

libe

CONGEDO

Libellula gentile
vola
fatti veloce
lieve traversa i nembi
di chi più si dispera
e non ha voce,
portati svelta in vista,
azzurra chiama gli occhi
e gli stupori.
Giù nelle vite perse
nei solchi profondissimi di nero
tessi la tua conocchia luminosa,
deponi lo smeraldo di un’ipotesi,
di un’ala.

Dopo, tocca ogni cosa
sillaba bene il suo nome
e falla vera.

Fabio Pusterla
(da Argéman, Milano, Marcos y Marcos, 2014)

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