VINICIUS DE MORAES: da “Orfeo negro” (Atto Primo)

vinicius
Vinicius de Moraes (1913-1980)

CLIO
(Dal di dentro, con la voce di chi è stato risvegliato di soprassalto)

È la chitarra di Orfeo… Ascolta, Apollo.

APOLLO
(Sempre dalle quinte, sbadigliando)
Lasciami in pace, donna…

CLIO
Svegliati, uomo! È il sangue del tuo sangue che suona!

APOLLO
Vuoi che non lo sappia?
Nessuno come le donne per dire
cose a sproposito… Ma, senti:
chi iniziò il ragazzo, chi gli insegnò l’arte?
Chi ebbe l’idea? Chi pagò il denaro
per la migliore chitarra? Strumento,
perdio! che a volte, te lo giuro Clio,
egli suona come sfiorare di vento…

CLIO
Sì, è vero. Tu gli hai insegnato l’arte…
E il mio Orfeo ha imparato. Ma ora
nessuno suona come lui, neanche il maestro
col quale nessuno gareggiava prima. Ascolta,
Apollo, che meraviglia e che tristezza:
mi prende un desiderio di piangere…

APOLLO
Suona. Suona, figlio mio, devi sembrare
Non un uomo, ma la voce della natura…
Se una stella parlasse, avrebbe la tua voce.
Ascolta.

(Scoppia in una risata).

È quasi un’offesa a Dio
suonare in questo modo. Senti che accordi!
Senti quale semplicità! Sai?
Ricordo ancora quando, piccino,
se ne andava gatton gattoni sulla spianata,
tutto nudo come Dio l’ha fatto; restava
a bocca aperta, brontolando qualcosa,
guardando le stelle che si svegliavano
di sera nel cielo… Questo bambino,
pensavo, parla con le stelle…
Sai, conversa proprio.

CLIO
Se conversa!
Ma taci, taci, peste! È un peccato
parlare mentre Orfeo sta suonando.

La musica, in accordi, si svolge libera, sempre più vicina. Ritmi di samba cominciano a segnarla, qua e là, ritmi nostalgici che riempiono la notte. A volte, giungono da lontano suoni, un cantare acuto di donna, una voce di uomo che chiama, pezzi staccati di un accenno di “batucada”. Ma il suono cristallino della chitarra predomina sempre. Ad un certo momento la notte si fa d’improvviso oscura, come se una nube spessa avesse coperto la luna. Quando la scena si illumina, Orfeo si trova sulla cima della scala, con la chitarra a tracolla.

ORFEO
Tutta la musica è mia, io sono Orfeo.

Vinicius de Moraes
(Orfeu de Conceição, 1956)

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