Francesca Farina: “Per un poeta curdo e per tutti i senza patria”

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PER UN POETA CURDO E PER TUTTI I SENZA PATRIA

Alan, lo vedi adesso come il cielo
divora le ossa della pioggia,
come l’angelo di piume ora si spoglia
e di lacrime scende un alto velo?

È la pace del mondo, dura spoglia
dei delitti del cuore, in cui dispero,
ma lo sai che verrà alla tua soglia,
che busserà d’incanto in pieno gelo,

sciogliendo la nera neve che ci opprime.
“Quando?” dirai e “Quando – dico anch’io 
senza confini il pianto avrà riposo?

E quando il sangue che ora ci divide
si seccherà nel grembo d’ogni dio?
Quando l’infanzia regnerà sul mondo?”

Francesca Farina

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