ARDENGO SOFFICI e le “luci di Roma”

colosseo

… E come una liquefazione subitanea di fuoco profondamente in mezzo a tutto Roma
     Crogiuolo di storie di destini e bellezze Roma

Lontani giorni maturi zaffiri d’eroismo solitudini d’altri tempi e popoli luci pregnanti verzure Ricordi di forza quasi un sangue che fu tutta la nostra ribollente gioventù

Notti!     Come una smisurata rosa la notte romana pendeva dalle stelle    Soffregata di profumi la seta calda del firmamento oscillava sulle palme dei giardini intorno alla fronte accesa de’ palazzi inzuppata d’orienti e di mare

Nel deserto delle terrazze ardevano i marmi delle fontane
– Essa giurò d’amarmi tutta la vita e fummo felici fino all’aurora

     Io le promisi d’esser grande –

Il vino di giunchiglia colava sotto le pergole presso al Colosseo vicino all’arco di Tito
    Al nostro passaggio la mascherata dell’antica plebe rideva       Un canto di passione partiva con la frescura del Tevere all’occidente       Ma chi sospirava dietro le ruine del Foro? …

Ardengo Soffici
(da Simultaneità e Chimismi lirici, 1915)

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