Luigi D’Alessio: Lettere a Euridice – X

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David Lynch, “Nudo” 

Volevo a ogni costo
ricordarmi il suo corpo
capelli dita vedevo
con chiarezza il movimento
della ciocca sulla fronte
la grana della pelle
formare le cosce
l’interno della bocca correva
ben poco tra ricostruzione
e allucinazione
memoria e follia, bocconi
mi sono masturbata

fino a godere

che fosse il suo godimento.

Leggevo questo. Alla fine del corsivo
ho fatto l’amore.
Tu in me, e quella notte.

E quella notte?

Ti scriverei solo questo.
Così. Senza nome della notte.
Un punto di vicinanza
come da una fotografia al mare
che fu caparra
nell’intruppo del sale se ti baciassi ora.

Ma ti conosco.

Faresti tua la domanda, e apparirebbero
improvvisi fili di smemorati palloncini
rincorsi nel vuoto celestiale.
Indicheresti quello o l’altro
col disinvolto ma dài, non è possibile, sforzati,
pensaci che se non ricordi ti do il mio ricordo,
e al pensarci io ricorderei un’altra notte.
Come un gatto il morso sul collo.
Mentre tu partiresti per espugnare il ricordo
di un’altra notte ancora e ancora
con le dita nell’intrigo dei capelli. Lì
nel chissà dove della mia memoria.

Tanto lo so.

Faresti pure l’elenco dei particolari
con le interpunzioni sui giorni, il luogo,
le suggestioni, sui dettagli.
Corredi di sottigliezze fin dove
la dimenticanza non avrebbe
l’oblio cui rivolgersi.
Ma vedi a volte non è importane che i ricordi vengano
o no obliterati dalle sensazioni sommerse,
se come ora non corrispondono a questo mio tempo
non in unità al reale.

Largo di Handel : Ombra mai fu : Aria da Xerxes HWV 40.

Euridice my flower, ho deciso:
il punto interrogativo all’incipit lo tolgo.
È rivolto a un allora del tempo
e la risposta sarebbe un’affermazione,
ma a me non piacciono le affermazioni
rivolte al passato senza la proprietà transitiva nell’oggi:
una mittenza che soffre la parola
come spedita a un viso privo di destinazione,
quando la destinazione non si evolverebbe
che me a me. Perciò il ti ricordi di quella notte?
lo dirigo alla mia immaginazione.
Per la risposta che da te
al mio corpo non potrà esserci.

Luigi D’Alessio

* I primi versi in corsivo sono una rielaborazione di ciò che è scritto a pagina 51 in Passione semplice, Annie Ernaux, ed. Rizzoli, 1992.

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