La fatica di credere

di Luciano Luisi

Attraversato da un profondo pessimismo, Luisi non si capacita di fronte al Silenzio di Dio: “Perché non rispondi / alle domande che sembrano vane…”.“Sembrano vane”, dice, facendo proprio lo sconcerto di Qohelet; sembrano “foglie secche” che il vento disperde, ma non sono “segnali” tutt’altro che inequivocabili, di un senso che si disperde come le foglie di Sibilla. Salvo insistere nel ripetere la sua “fatica di credere”, nel reiterare la sua ricerca. Mirabile ossimorica sostanza del profondo desiderio delle cose eterne da cui il credente è animato e sorretto, capace di confermare un’accettazione tutt’altro che incondizionata, che vuole andare anche oltre il paradosso del motto di Tertulliano credo quia absurdum per sentire il divino anche nella quotidianità più tragica e inquieta.

(dalla Premessa di Vincenzo Guarracino)

Dati: 2017, pp. 24,
plaquette fuori commercio a 
tiratura limitata

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