Massimo Pacetti: “Canto di Primavera”

primavera

CANTO DI PRIMAVERA

La primavera trabocca
dai giardini e dai parchi
lungo il fiume, tra i boschi e i prati.

I giovani si inseguono
e si baciano
colorati e urlanti, percorrono
le vie della città.

Volti di ogni dove
e una gioia universale
ha contagiato ogni uomo.

È vero, è vero, questa primavera
è la più bella, la più calda,
e lucente, la più verde e dorata.

Attraverso la città
nello splendore della primavera
guardo il cielo, corro nelle piazze
invase dai colombi, inseguiti
dai bambini in festa, gioiosi

Sopra di me volteggiano
i campanili, i palazzi e le cupole
e nei vicoli ombrosi
dalle mura di pietra
ancora fa fresco
ricordo dell’inverno

appena trascorso.

Ti ho atteso, primavera
come il canto liberatore
dell’uccello che ritorna.

Sognata, nelle notti gelide
avvolta nel pulviscolo
stordente che ibrida i fiori.

Ho toccato le tue acque
tenere e dolci
vi ho immerso le mani
mi lavo dell’inverno

e ti vengo incontro
per raggiungere
la tua bellezza
impaziente.

Come al primo incontro d’amore.

Massimo Pacetti
(da “Canto di Primavera”, Lepisma 2016)

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