Breve intervista a Marco Onofrio su “Energie” (2016), a cura di Luca Priori

energie_intervista

Dante Maffia rispetto ad “Energie” afferma che «non è poesia, non è narrativa, non è saggistica, non è elzeviro, non è annotazione storiografica, non è commento». Di cosa si tratta?

Si tratta, più semplicemente, di un libro di sogni che – in forma visionaria, cioè distillando attraverso uno strano mix di grottesco e surreale, dal retrogusto dolceamaro – trovano tanti modi diversi di coagulare sulla pagina, “accontentandosi” di abitare dentro a dei racconti e dei “frammenti”: in totale cinquanta pezzi di prosa.

Perché questo titolo?

Perché, nella sua indefinita apertura, mi sembrava il più adatto ad accogliere l’incredibile complessità dell’esistenza. Non è infatti specificato di quali energie si tratti: ce ne sono di buone e di meno buone. Il libro vuole dare udienza a tutte le potenzialità che la natura e l’evoluzione biologica ci mettono a disposizione: il narratore è curioso di vedere come di volta in volta questi impulsi profondi (le “energie” appunto) trovano modo di realizzarsi, tramutandosi in atti che a loro volta producono conseguenze, magari impensate. Il titolo riesce inoltre a denotare l’essenza “vulcanica” della scrittura di cui il libro è intessuto, vale a dire la sua maniera espressiva pirotecnica, i bollori che accendono le pagine, i sapori

Sabino Caronia, autore della prefazione al libro, la definisce «un autore di perpetua avanguardia». Quanto c’è di questa sua caratteristica nel libro?

Molto. Nel senso, come scrive Caronia, di sottrarsi continuamente alla presa della misurazione, di sfuggire alle convenzioni e ai preconcetti, di stare sempre un passo più in là rispetto a dove ci attende chi presume di “catturarci” in uno schema. È un libro fiammeggiante e tempestoso, scritto da una specie di “cavallo pazzo” che galoppa libero e obbedisce soltanto alle proprie intuizioni e, quindi, alle proprie leggi interiori.

Sempre Dante Maffìa definisce “Energie” un libro di «non facile lettura», mentre Aldo Onorati lo descrive come «un pezzo di lava infuocato e impazzito». È d’accordo con queste considerazioni?

Tutto ciò che scrivo, specialmente in prosa creativa, tende a non essere di “facile lettura” poiché chiedo al lettore di impegnarsi a seguirmi, di metterci molto del suo per entrare nei codici del libro. Ma poi, superata la fase di acclimatazione, la scrittura diventa comprensibilissima – anche sull’onda dei suoni – e ci si diverte a lasciarsi trasportare. Ho lavorato vent’anni ad “Energie”, con decine di stesure e riscritture: è un po’ l’officina espressiva delle altre mie opere, il crogiolo dove ho riversato il magma dei significati e sviluppato le trasformazioni che mi hanno consentito di filtrare e oltrepassare le esperienze. È un libro pieno di sfumature: c’è rabbia, violenza, sarcasmo, pietas, amore, sesso, viscere, sangue, fango, cielo, bestemmia, preghiera, sogno, ragione, anima, corpo, vita, morte, liberazione, gioia, dolore, tenebra, urlo, silenzio. Affrontare i percorsi di “Energie” – così mi dicono i lettori – dà l’impressione di viaggiare per il mondo intero, pur senza allontanarsi dalle radici del “continente uomo”. Ed è esattamente ciò che mi proponevo di ottenere.

(a cura di Luca Priori)

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.