Roberto Pallocca si racconta: tra “Miniere cardiache” e “Verso qualcuno”, a cura di Luca Priori

pallocca

A un anno dall’uscita del libro di racconti Miniere cardiache (EdiLet, dicembre 2015), abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Roberto Pallocca. Lo scrittore, classe ’81, ha svelato alcuni particolari della sua attività letteraria.

Come è nata l’idea di scrivere questo libro?

L’idea di questo libro non esiste. Nel senso che non è stata in alcun modo stabilita a priori. C’è stato un momento, una decina di anni fa, in cui mi sono accorto di aver scritto molto, soprattutto per me, e ho cominciato a chiedermi che valore avessero tutte quelle parole. Così ho partecipato a Concorsi letterari, riuscendo a vincerne qualcuno, a ottenere delle menzioni di merito in qualcun altro. I racconti raccolti in Miniere cardiache sono alcuni di quei racconti lì.

Un libro di racconti. Perché? Voglio dire: lei ha scritto soprattutto romanzi, il racconto ha tutt’altro respiro. In quale delle due forme si sente più a suo agio?

Non c’è una forma che prediligo, lascio scegliere le storie. E anche il modo in cui mi viene di raccontarle. Alcune idee, alcuni stimoli, mi sembrano perfetti per un racconto, dal respiro corto, iniziato e finito in poco tempo, e letto, spesso, in un’unica occasione. Il romanzo mi macera dentro a lungo, è una storia a cui devo volere davvero bene. Mi farà compagnia per mesi, magari anni. Deve permettere scarti di lato, pieghe, flashback, deve essere un piccolo mondo da riportare su carta, ospitare diversi personaggi, offrirsi al gioco. Però a scrivere racconti mi diverto molto, mi dà quello stimolo indispensabile per valutare la stesura di un romanzo. Una sorta di polso della mia scrittura. Mi aiuta a questo: a valutare i passi avanti, gli inciampi, gli errori, le mancanze. Lo amo per questo.

Miniere cardiache è un libro che affronta una tematica complessa, i sentimenti. Il motivo di questa scelta?

Non credo esista qualcosa che parli d’altro. Se ampliamo per un istante il ristretto orizzonte del sentimento tra uomo e donna, ci rendiamo conto che tutti i libri parlano d’amore, ognuno in un suo personalissimo modo, ognuno da un suo punto di vista privilegiato.

Ha nuovi lavori? Storie, manoscritti?

Sì, un nuovo romanzo, la cui scrittura ha occupato, a tempi alterni, diversi anni della mia vita e diverse revisioni: cercavo una struttura utile a raccontare qualcosa di non facilissimo da raccontare.

E cosa racconta?

Verso qualcuno (Alter Ego, 2016) racconta la storia vera di un uomo sconosciuto. Una delle tante storie vere di un uomo qualunque, che a volte superano la fantasia e l’immaginazione di chi una storia la scrive e la inventa. La sua esistenza come esperienza incredibilmente utile a comprendere alcuni aspetti fondamentali della nostra. Il tempo che passa senza appelli, lo spazio che percorriamo senza rendercene conto. E allora la sua vita diventa monito, campanello d’allarme, esempio prezioso, punto privilegiato d’osservazione. Le storie degli altri sono un momento fondamentale di riflessione per la preopria.

Qualcosa in più sul protagonista si può sapere?

Il protagonista si chiama Giuseppe, ha ottant’anni, viaggia da una vita. Si ferma all’improvviso, su una sedia di un aeroporto, e, come le trottole, fermandosi cade giù. Il viaggio diventa viaggio dentro di sé, ripercorre a ritroso la sua esistenza, con la lucidità che gli anni e l’esperienza sanno garantire. Rivive la sua vita, nel ricordo, tutta quanta, e cerca di comprendere come sia potuto succedere tutto quello che è successo e che poi si scopre nel libro. Quel che lui cerca di fare è rintracciare il momento fondamentale, il crocevia della sua esistenza, quello da cui le cose hanno cominciato a prendere la direzione che l’ha condotto proprio su quella sedia dov’è seduto nella prima scena del romanzo. E si chiede come sarebbe potuta andare, si chiede cosa avrebbe potuto fare, si chiede in sostanza che vita avrebbe potuto vivere al posto di quella di eterno viaggiatore del mondo. Come ogni viaggio dentro di noi, anche questo non avrà solo risposte positive, non avrà solo meraviglie. Un viaggio nel tempo, un viaggio nello spazio. In sostanza, e semplicemente, un viaggio nella vita di un uomo qualunque, di ognuno di noi.

(a cura di Luca Priori)

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