Le notti romane

di Giorgio Vigolo

a cura di Magda Vigilante (scheda in basso)

nottiromane_bigUna Roma cupa e magica emerge da questi racconti, dove Vigolo esplora il lato “notturno” della città, percepita con “un alto grado di visionarietà” che conferisce fisionomie minacciose a palazzi e chiese spesso sovrastati da cieli lividi. Nei primi racconti il tetro palazzo dei parenti materni, nel quale Vigolo era condotto da bambino, sembra uscito dai foschi “notturni” romani dipinti da Scipione. Su questo sfondo si aggirano personaggi che terrorizzavano Vigolo bambino, trasformando i suoi sogni in incubi. Il terribile Bernardo de “Il Guardacaccia”, il cuoco de “Il Plutone casareccio”, amante della servetta, la “fiorente Prosperina”, ben potrebbero figurare nei racconti di E. T. A. Hoffmann, di cui Vigolo aveva tradotto Meister Floh. Poi Vigolo ci trasporta nelle epoche remote della Roma medievale e rinascimentale. A volte il ritorno al passato irrompe nel presente della vita quotidiana, favorito da particolari condizioni meteorologiche o dall’atmosfera rarefatta di un antico caffè, come accade al protagonista de “La cena degli spiriti”. Spesso però l’intrico dei vicoli romani conduce l’ignaro passante a scoprire, nel centro della città, una zona sospesa dove non esistono più le coordinate spazio-temporali ordinarie. Questa straordinaria situazione è vissuta dall’io narrante di “Avventura a Campo di Fiori”, uno dei racconti più belli della raccolta. Oppure il narratore della “Autobiografia immaginaria” si pone alla ricerca di un antico palazzo frequentato da strani personaggi, dove egli ricorda o immagina di avere abitato. Tra gli ultimi racconti, “Un invito a pranzo” stupisce invece per la sua ambientazione in una Roma periferica, inusuale per Vigolo. Qui in casamenti con tante scale vive un’umanità ferita e umiliata, a cui l’autore sente di appartenere. È Roma, però, la vera protagonista del volume, la grande Maliarda di cui l’arte raffinata di Vigolo ci svela l’arcano e ambiguo fascino.

Volume curato da Magda Vigilante, studiosa degli autori italiani del Novecento, in particolare Arturo Onofri e Giorgio Vigolo, del cui Archivio è responsabile presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, dove lavora come bibliotecaria. Ha curato diversi volumi. Ha pubblicato il saggio “L’eremita di Roma. Vita e opere di Giorgio Vigolo” (2010), e vari saggi di critica letteraria su diverse riviste letterarie, tra le quali «Galleria», «Studi novecenteschi», «Critica letteraria», «Campi immaginabili», «Sinestesie».

Dati: 2015, pp. 196, brossura
Prezzo: 14 euro

Acquista in contrassegno o con bonifico, attraverso l’apposito form.

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