L’occhio degli alberi

di Eugenio Nastasi

01 L’OCCHIO DEGLI ALBERI COPSi tratta di una raccolta che offre l’opportunità per un discorso stilistico. Parlare del linguaggio in poesia può essere stucchevole, dipende da come lo si fa. Ma la poesia o è invenzione (anche linguistica) o non è. E il Novecento ci ha insegnato a guardare a quella strada che sa trasformare l’uso della prosa in versi. Tutto qui l’elaborato discorso prosa o poesia. O la prosa sa volare in direzione del verso e della poesia, o resta tale. In questo caso non ci interessa. Se Nastasi, nella sua raccolta L’occhio degli alberi, in parte resta avvolto da ciò che potremmo definire postliricità, è anche vero che sa liberarsene con scatti che indicano il passaggio di cui si diceva prima (prosa versus poesia). È un discorso decisivo, in quanto costituente il rapporto con la contemporaneità. Questo discorso deve accogliere l’uso della lingua e valutare la sua direzione all’interno di una tradizione. Un esempio? «Potremmo chiamare gli amici assenti / leggendo fragili notizie del mondo».

Gregorio Scalise

Dati: 2013, pp. 96, brossura
Prezzo: 12 euro

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