Il diario di un libertino

di Bruno Benelli

Layout 1«(…) È che lo scrittore – e qui sta il nocciolo della mia scelta di “summula vitae” –, dietro il paradigma femminile ed erotico, di continuo giudica il mondo, non da severo magistrato, bensì da esperto uomo vissuto come tutti noi fra i propri simili, ma con un occhio al cuore di essi e un altro alle scarpe, cioè al basso profondo di questo concerto incomprensibile suonato dall’umanità: e qui stanno certamente le cose che distanziano un percorso di seduzione da uno di scoperta della vita nella sua essenza migliore, giustificatrice e liberatrice (‘libertino’ non è tratto a caso nel titolo). Il suo sguardo al mondo non è ottimistico: è troppo acuto e disincantato per farsi irretire dalle “magnifiche sorti e progressive”, però il suo pessimismo sulle umane cose non è disperato, ma virile, affrancato anzi dalla sua opera di liberatore delle angosce muliebri quando queste divengono legge di castrazione della psiche grazie proprio alle norme che vogliono irreggimentare e “regolare” lo spirito e la natura (matrimonio, terrore del peccato, divieti religiosi sull’istinto di godimento etc., compresi i vari tabù che stentano a morire). Ma l’autore non filosofeggia né tira a moraleggiare: si tratta di lacerti che sembrano riflessioni occasionali, ancorché puntualissime, precise,sobrie, talvolta appena accennate (e per ciò più efficaci) … Alla stessa maniera, benché cruda la narrazione e realistiche le descrizioni, il “narrante” non vi insiste, né tanto meno vi gioca retoricamente: asciutto, essenziale, non va mai oltre il necessario, non si bea, non dà luogo a esercizi di sovrabbondanza descrittiva: ha una misura invidiabile, che rende necessario il dettato, anzi addirittura fruibile con levità, indicative le parole quasi in funzione di “exempla” di casi sempre diversi fra loro (…) La donna è un mistero impenetrabile e impenetrato: questo sottolineo, perché non si cada nell’errore di prendere il racconto per un’ esposizione erotica di avventure da letto solamente: dietro le quinte c’è un controcanto che la dice lunga sul sapore reale ed emblematico di simile narrazione».

(dalla Prefazione di Aldo Onorati)

“Un “monumento” di parole

alle delizie sublimi dell’eros

al fascino eterno della donna

e alla bellezza dolceamara della vita”.

Marco Onofrio

Dati: 2012, pp. 168, brossura
Prezzo: 12 euro

Acquista in contrassegno o con bonifico, attraverso l’apposito form.

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