Addenda

di Stefano Llòrit

untitledC’è un pensiero filosofico che sottende al procedimento compositivo di Stefano Llórit, e che presiede al linguaggio enigmatico e solo in apparenza senza regole di questo esordio. Le sue regole di poetica, che nascono durante il percorso compositivo, partono dalla constatazione che la lingua tende sempre meno a essere un patto sociale, ma sempre più un atto espressivo personale, poco comunicativo e quasi privato. Il lessico è dunque ripulito da qualsiasi luogo e senso comune, poggiando soprattutto su neologismi di estemporanea invenzione. Ne deriva una dimensione immaginaria dove il figurativo è ridotto al minimo, mentre l’astratto prevale in ogni esposizione, lirica o drammatica che sia, sconfinando volentieri nell’informale. Effetti, questi, ottenuti da una versificazione in cui metri e ritmi, quando ci sono, sembrano casuali, mentre le frasi nominali prevalgono su quelle verbali privilegiando un effetto descrittivo inserito spesso in atmosfere oniriche simili a quelle dei sogni notturni.

(dalla Prefazione di Raffaello Utzeri)

 

Dati: 2012, pp. 104, brossura
Prezzo: 12 euro

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