Stabat Mater

di Antonella Presutti

stabatmater_bigUna madre perde il figlio non ancora sedicenne per un colpo di pistola alla testa. Incidente fatale o estremo arbitrio, la tragedia irrompe con violenza inaudita nella vita quotidiana della donna e della sua famiglia. Non si limita a scavare nella coscienza un abisso di colpa e di sofferenza. Divorando l’anima, sconvolge e annienta la stessa percezione del mondo. Come un big bang alla rovescia, dopo l’immane esplosione niente più esiste. O meglio, il nulla, il vuoto infinito esiste da sempre ed esige il suo tributo di conoscenza assoluto. La madre è muta e con il cuore bruciato. Le sono stati cavati gli occhi e spezzate le gambe. Pure deve camminare. La sua voce deve attraversare le quaranta stanze del dolore per pronunciare il verbo in assenza di Dio. Il suo corpo in quarantena deve continuare a stare al mondo dopo la fine del mondo. Lo Stabat Mater racconta questo cammino avernale e taumaturgico, sulle orme delle grandi figure femminili della classicità, da Medea e Antigone fino alla “sapiens” stoica di Seneca. Il cammino che ogni madre incarnata non può compiere senza perdere la propria carne. Il viaggio che ogni uomo di questa terra non può fare senza lasciare questa terra.

Luigi Fabio Mastropietro

Dati: 2011, pp  204, brossura
Prezzo: 12 euro

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